L’Oca Giramondo

Questa sezione è dedicata all’Oca Giuly Giramondo e le sue sorelle.

Leggi le sue avventure e scopri quali sono i paesi che ha visitato fino ad ora. Se anche tu vuoi far parte di questo progetto vai alla pagina dedicata e segui le istruzioni; potrai così inviarmi le foto con la tua oca giramondo.

LE AVVENTURE DI OCA GIULY
OVVERO COME DIVENTO’ UN’ OCA GIRAMONDO

Le pagine bianche del quaderno erano pronte ad accogliere le storie fantastiche di Giuly.
Lo sguardo di Elena si posò sullo scaffale dei pupazzi e notò che la maggior parte di loro poteva far parte di una fattoria.
Le venne subito un’intuizione e le sembrò che in quel momento l’Oca stesse per dire qualcosa.
Senza perdere un minuto corse a scrivere ciò che Giuly stava per raccontare:
“ Quando ero ancora un’ ochina vivevo in una fattoria con i miei fratellini. Era un luogo molto bello dove abitare, c’erano tanti amici con cui giocare, maialini, pulcini, vitellini, cagnolini, coniglietti e tanti altri cuccioli.
Avevamo tutto ciò che si poteva desiderare; prati verdi, fiumi alberi da frutto, un cielo pulito e una casetta dove ripararsi per la notte e durante le piogge e le nevicate.
Una mattina molto presto sentimmo un rumore strano e uscimmo sull’aia per vedere cosa era accaduto.
Adagiata su di un fianco trovammo un’oca migratrice ferita.
Per noi era un fatto straordinario vedere così da vicino un’oca di quella specie. Chiamammo subito i grandi perché potessero portarle soccorso e mentre la trasportavano all’interno della casetta la osservai bene.
Era un’oca magnifica, ne rimasi rapita. Aveva purtroppo un’ala spezzata e Signor Coniglio, che curava i piccoli incidenti domestici, si occupò subito di lei.
Noi piccoli fummo allontanati ma i grandi ci promisero che, non appena l’oca si fosse rimessa, saremmo potuti andare a trovarla.
Eravamo in pena per lei ma dopo qualche giorno potemmo andare a farle visita.
Entrammo nella casetta e, con molta emozione e un po’ di timore ci accomodammo intorno a lei. Tutta la fattoria era presente e l’oca incominciò a parlare. Prima di tutto ringraziò sinceramente delle cure e dell’affetto che noi le avevamo dimostrato ma prima che lei potesse continuare, le chiedemmo da dove venisse e come si chiamasse.
Il suo nome era Iris e incominciò a raccontarci del posto molto lontano in cui era nata; della sua prima migrazione; dei tanti luoghi che aveva visitato, di tutti gli individui che aveva incontrato e delle avventure che aveva vissuto.
Ogni sera ci raccontava un’avventura diversa ma il tempo passava e la sua ala non guariva bene. Non sarebbe stata più in grado di volare come prima e avrebbe dovuto dire addio alle migrazioni. Sarebbe rimasta con noi alla fattoria e di questo ne eravamo tutti felici.
Era passato ormai quasi un anno ed io, pur essendo contenta che Iris fosse rimasta con noi, non potevo fare a meno di pensare che lei in qualche modo si sentisse dispiaciuta per non poter più volare. Stavo pensando di andare a farle visita ma mi precedette venendomi incontro.
_ So a cosa stai pensando_ mi disse_ sei dispiaciuta per me, ma non devi esserlo affatto._
Mi indicò un ciliegio poco lontano e mi invitò ad accomodarmi sotto i sui rami in fiore.
_ E’ ora che tu venga a conoscenza del tuo destino, cara_mi disse con tono amorevole e mi chiese quale fosse il motivo, secondo me, per il quale fossi rimasta così tanto affascinata dai suoi racconti. Mi ero mai chiesta quale fosse lo scopo di visitare tanti luoghi diversi?
Effettivamente mi facevo spesso delle domande e per alcune avevo anche delle risposte.
Iris riprese a parlare:_ Le oche migratrici viaggiano per tutto il mondo per soddisfare la loro sete di conoscenza ed ampliare le loro vedute. Imparano sempre qualcosa di nuovo dai loro viaggi, incontrano persone nuove e diventano loro amiche. Raccontano la loro esperienza e la condividono. Alcune volte vivono avventure incredibili; altre volte le avventure sono meno piacevoli. In ogni caso sono contente di essere al fianco dei loro amici anche se per la maggior parte di loro la presenza delle oche è inconsapevole. E’ rarissimo riuscire a comunicare con gli umani.
Io ho avuto questo privilegio moltissimi anni fa; la mia amica umana ora non c’è più ma il suo spirito è sempre con me. Quando anch’io diventerò spirito potrò rivederla!_
Poi all’improvviso disse: _Il tuo destino, mia cara, è quello di prendere il mio posto!_
Queste parole mi spiazzarono. Non ero un’oca migratrice, non avevo mai coperto grandi distanze in volo ma avevo la sensazione che forse c’era qualcosa di vero nelle sue parole. A dire il vero allo stesso tempo mi spaventavano.
_Cosa significa che devo prendere il tuo posto? Non sono un’oca migratrice!_
_Certo che non lo sei, ma la tua voglia di conoscenza e il tuo spirito puro ti condurranno verso terre lontane.
Tu non farai parte delle migratrici ma fonderai una nuova specie:
LE OCHE GIRAMONDO. Saranno tante piccole “te”, compagne di viaggio dei molti umani che sapranno comprendere l’importanza dell’amicizia.
_Restai senza parole. Ero spaventata. La responsabilità era immensa e solo l’idea mi faceva girare la testa ma al contempo mi sentivo euforica e pronta ad affrontare il mondo!
Tutta la fattoria aveva sempre saputo che quello sarebbe stato il mio destino. Ci salutammo con la promessa di mandare mie notizie da qualunque posto in cui mi trovassi con i nuovi amici umani. (da noi i selfie esistevano già! e anche WhatsApp)
Il mattino si annunciava con un’alba luminosa. Il cielo era terso e l’azzurro diventava sempre più intenso, una leggera brezza si stava alzando. Era giunto il momento.
Un brivido mi percorse la schiena. Presi il volo…
… Prima destinazione ITALIA”
L’intuizione di Elena era quella giusta. Incominciò subito a preparare tante piccole Giuly Giramondo per tanti amici.
Il primo selfie è con lei